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Africa addio? Gli impossibili dopoguerra nel "Continente Nero"

Si può fare la pace dopo un conflitto senza vincitori? I paradossi della perpetuazione delle guerre in Africa
Patrice Yengo

Le guerre nell’Africa precoloniale sono conosciute per il loro numero ridotto di vittime e per la loro risoluzione, che vedeva sovente l’integrazione dei vinti nella nuova alleanza dei vincitori. Con le guerre coloniali i conflitti in Africa hanno cambiato completamente natura specialmente a causa del loro carattere asimmetrico, che è diventato un fattore di riproduzione permanente della guerra. Accentuata oggi dalla globalizzazione dell’economia, questa asimmetria produce risultati di crisi senza veri vincitori, aprendo così il campo alla perpetuazione dei conflitti. L’obiettivo  di questo intervento è quello di aprire una nuova riflessione sui conflitti in Africa a partire dall’ingresso storico di questo Continente nell’era della globalizzazione.

La guerra nell’Africa precoloniale
Fabio Viti

La guerra fa parte della storia dell’Africa, e in particolare dello Stato, con cui si intreccia in modo inestricabile. Negli Stati dell’Africa precoloniale la guerra era un modo ordinario di formazione e di consolidamento del potere, come della sua dissoluzione. Eppure, le ricerche storiche e antropologiche mettono in rilievo un ricorso alla forza accorto, ispirato alla prudenza e commisurato agli obiettivi, che raramente prevedevano l’annientamento del nemico. Quello che emerge con chiarezza è un uso consapevole e ragionato, cioè politico, della guerra, l’opposto dell’immagine ricorrente e interessata di un continente dedito a una violenza primordiale e in preda a una sindrome irrazionale di autodistruzione.