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Faith and land. Dalla guerra civile alla nascita dello Stato Irlandese

Oltre il rumore sordo della battaglia
Manuela Ceretta

Che l'Irlanda sia stata teatro di un numero impressionante di conflitti cruenti è cosa nota. Si potrebbe ricostruire l'intero corso della storia irlandese moderna seguendo il filo rosso che collega la guerra dei "tre regni" del Seicento alla "civil war" del 1922-23, passando per la "guerra fra i due re" (1689-91), per le rivoluzioni del 1798 e del 1848, fino ad arrivare alla “Anglo-Irish war” (1919-21). Oppure si può, ed è quello che si cercherà di fare qui, provare a guardare oltre il rumore sordo delle battaglie per capire quali guerre e quali conflitti, silenziosi e persistenti, si siano scatenati sul suolo d'Irlanda per conquistarsi "l'orecchio del mondo", come scrisse l'irlandese John Mitchel, o, detto altrimenti, per vincere quel nemico capace di impossessarsi del passato e di manometterlo piegandolo alla logica del potere.

“The Rising of the Moon”. Libertà e tolleranza nel repubblicanesimo irlandese
Giulio Giorello

Si esaminano brevemente le idee di base del repubblicanesimo irlandese, dall’esperienza degli “Irlandesi uniti” di Wolfe Tone alla “Giovane Irlanda” di Thomas Davis, fino alle esperienze novecentesche, dalla “Pasqua 1916” fino a Bobby Sands. La tesi è che il repubblicanesimo irlandese riesce a superare le contrapposizioni religiose, etniche e linguistiche; e si definisce come “modello pluralista” ove vige il principio di fondo “Non opprimere e non essere oppressi” (John Mitchel, 1848).