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Spettacoli

Spettacoli tra Saluzzo e Savigliano

 

 

Giovedì 19 ottobre, ore 21,30

Teatro Milanollo (Savigliano)

 

La fabbrica dei profumi

di e con Daniele Biacchessi

musiche eseguite dal vivo da Michele Fusiello

introduce Valeria Palumbo

La fabbrica dei profumi è l'Icmesa. Così la chiamano gli abitanti di Seveso, almeno ufficialmente, realizza prodotti aromatizzati e profumi. Il 10 luglio 1976, si verifica un incidente nell'azienda controllata dalla Givaudan e dalla Hoffman La Roche. Si rompe la valvola di sicurezza e una nube esce dal reattore B. Contiene alcuni chilogrammi di diossina, TCDD. Attraverso la tecnica della narrazione, del monologo e l'ausilio delle musiche originali eseguite dal vivo dal sassofonista Michele Fusiello, Daniele Biacchessi, già autore del libro La fabbrica dei profumi(Baldini Castoldi Dalai, 1995), racconta trent'anni dopo il dramma di una popolazione: contaminazione, evacuazione, verità negate dalle autorità competenti nei lunghi giorni del silenzio. La fabbrica dei profumi è uno spettacolo di teatro narrativo civile contro tutti i crimini ambientali. Storie di uomini, donne e bambini, di avvocati che hanno speso la loro vita per una giusta causa, di magistrati caparbi, di scienziati rimasti purtroppo inascoltati.

 

Daniele Biacchessi, giornalista e scrittore. Caposervizio Radio24-Il Sole24ore. Premio Cronista 2004 e 2005. E' conduttore del programma "Giallo e Nero" (Radio24, ogni sabato alle 19,30 e domenica alle 12).

 

 

 

 

Venerdì 20 ottobre, ore 21.30

Teatro Milanollo (Savigliano)

 

Jean Racine, i processi, il processo. Gli Attaccabrighe (Les plaideurs, 1668)

a cura di Guido Davico Bonino

con la collaborazione degli attori dell’Associazione Voci Erranti

 

Nel 1668 Jean Racine, che a ventinove anni ha già scritto e visto andare in scena tre sue tragedie (La Tebaide, Alessandro, e il suo primo capolavoro Andromaca), scrive quella che resterà la sola commedia in versi della sua vita, Gli Attaccabrighe, che andrà in scena con la compagnia, rivale di quella di Molière, dell’Hotel de Bourgogne.

È una satira spassosa dei magistrati maniaci dei processi, dei litiganti sempre pronti a sporgere querela, degli avvocati fanatici della retorica forense.

Molti anni dopo, purtroppo, Racine eviterà per un pelo di essere a sua volta processato. Ĕ al sommo della gloria (Fedra, il suo vertice teatrale, è andata in scena), si è sposato (avrà sei figli), è stato nominato storiografo del Re Sole, Luigi XIV. Ma qualcuno voleva implicarlo nel più colossale scandalo del tempo, l’Affare dei Veleni, che vede al centro tutta una serie di aborti e omicidi e, per farlo, riesuma una sua vecchia relazione amorosa, con l’ex-prim’attrice di Molière, la Du Parc, protagonista di Andromaca, morta in circostanze misteriose…

 

Venerdì 20 ottobre, ore 21.30

Teatro Don Bosco (Saluzzo)

 

Sacco e Vanzetti, canzoni d’amore e libertà

 

Per la prima volta il cinema e la canzone d’autore danno vita ad un incontro indubbiamente originale. Immagini e canzoni, insieme, a formare un concerto in celluloide che ci parla di libertà. Uguaglianza e solidarietà, diritto al lavoro e giustizia sono le nostre idee, i nostri ideali. Diritti negati di cui si parla in questo spettacolo, ma che in molte parti del mondo sono ancora soltanto una promessa, una speranza, per quanti nel villaggio globale vivono in condizioni di oppressione e di violenza.

Un intreccio di suoni e inquadrature, dialoghi e parole si fonde, si miscela, si alterna con un ritmo morbido e incalzante a raccontare i nostri giorni, la nostra storia attraverso la vicenda di Sacco e Vanzetti.

 

Sul palco FOCE CARMOSINA duo formato dai cantautori Fabrizio Zanotti (chitarra acustica, armonica e voce) e Nicola Ricco (chitarra acustica e voce), interpreta le proprie canzoni e quelle di De Andrè, Guccini, Lolli, Fossati, Ligabue, Simon&Garfunkel, Bruce Springsteen, Stormy Six.


Sacco e Vanzetti - Canzoni d’amore e libertà



Sacco e Vanzetti - Canzoni d’amore e libertà




Sacco e Vanzetti - Canzoni d’amore e libertà




Domenica 22 ottobre, ore 21.30

Ala polifunzionale (Savigliano)

 

La Soglia regia di Koji Miyazaki, testi di Grazia Isoardi e Fabio Ferrero, Progetto Cantoregi

 

Spettacolo teatrale realizzato dai carcerati del Penitenziario La Felicina di Saluzzo. Segue un dibattito con l’autrice dello spettacolo Grazia Isoardi, Daniela De Robert giornalista e autrice di un reportage sull'universo carcerario italiano, Marta Costantino Direttore del carcere La Felicina di Saluzzo e altri ospiti.

 

Il teatro è l’arte del movimento in quanto riflette la vita, cambia continuamente se stesso e i modi del suo agire. Il carcere è tradizionalmente il luogo della non-azione, del tempo sospeso. Il teatro porta nel carcere il suo essere arte del movimento, del gesto e della parola gettando un ponte, concreto ed emozionale, tra il “dentro” e il “fuori” del carcere. Nel mese di ottobre 2002, nell’ambito delle iniziative culturali all’interno della Casa di Reclusione La Felicina di Saluzzo, per volontà del Direttore Dottoressa Marta Costantino, è stato avviato un Laboratorio Teatrale per venti detenuti dell’Istituto, condotto daGrazia Isoardi, Progetto Cantoregi. L’attività teatrale ha avuto come tema principale la costrizione fisica e mentale: la reclusione di noi stessi con tutti i nostri sentimenti, il chiedersi cosa vuol dire essere “dentro” o essere “fuori”, dove sta il confine, cosa comporta l’andare “oltre”, varcare la soglia...

 

Il dibattito finale vuole, traendo pretesto dallo spettacolo, affrontare, anche alla luce del recente, controverso provvedimento di indulto, il tema scottante della vita in prigione.



La Soglia





Domenica 22 ottobre, ore 21.30

Antico Palazzo Comunale (Saluzzo)

 

Il processo di Verona proiezione del film di Carlo Lizzani (1963)

Presentano Carlo Lizzani e Goffredo Fofi

Conduce Angelo d’Orsi

 

Cinque membri del Gran Consiglio votano l'ordine del giorno di Dino Grandi, che produce la caduta del capo del fascismo Uno dei cinque è Galeazzo Ciano, marito di Edda Mussolini, dunque genero del Duce. L'atto di ribellione di questi uomini viene pagato con il carcere e con il processo che si svolge a Verona. Il processo è manovrato dai tedeschi, con i quali Edda cerca di trattare promettendo loro i diari. Lizzani, regista del più importante e inquieto film su quella fosca vicenda, che segna uno dei momenti più tragici di un regime ormai avviato al disfacimento, e perciò più crudele, dialoga con un critico attento e battagliero come Fofi, con la conduzione dell’incontro da parte di uno storico, il fondatore-direttore di FestivalStoria.