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Il vostro contributo al Festival

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TORINO - GIOVEDI' 14 ottobre


Palazzo Lionello Venturi - Sala Lauree della Facoltà di Scienze Politiche - via Verdi 25

ore 11.00

I “buoni” e i “cattivi” nella letteratura popolare
Lectio magistralis di Donald Sassoon
Introduce Angelo d’Orsi
Sono i “buoni” che definiscono i “cattivi”, che siano essi “cattivi” per questioni politiche (comunisti, nazisti) oppure religiosi (musulmani) o perché semplicemente “diversi” (cinesi, giapponesi). Così facendo prendono in prestito dalla letteratura popolare i grandi stereotipi del cattivo, del nemico. Ciò che rende il “cattivo” tale non sono le sue azioni, ma il fatto che queste sono inspiegabili. Nel momento in cui anche il cattivo può avere le sue ragioni, la vita si complica e si esce dal mondo delle favole e dal semplice manicheismo. FestivalStoria apre la sua VI Edizione con la lezione magistrale di un grande storico britannico.

Il Circolo dei Lettori - via Bogino 9

ore 15.30

Presentazione della VI Edizione di FestivalStoria, Saluti delle Autorità
Prolusione, Angelo d’Orsi
Conferimento del Premio FestivalStoria (V Edizione) in collaborazione con l’Istituto Storico della Resistenza e della Società contemporanea in Provincia di Cuneo.
Presentano Livio Berardo e Angelo d’Orsi
Lectio brevis del premiato
Intervalli musicali al violoncello eseguiti da Eduardo Dell’Oglio
organizzazione a cura di De Sono Associazione per la musica

ore 17.30

Nerone: il difficile mestiere di imperatore
Lezione di Andrea Giardina
Per secoli è stato considerato un mostro, condannato dagli storici pagani e cristiani, ritratto come uno dei personaggi più detestabili della storia universale: un tiranno crudele, segnato da una vena di follia. Non sono mancati, anche recentemente, riferimenti a Nerone per polemizzare con i capi carismatici. Con Nerone emerge, in fondo, il problema del “consenso” nei regimi illiberali. Non sono mancati i tentativi di riabilitazione, nel corso del tempo. Uno tra i maggiori specialisti di storia romana, tenterà di sciogliere il nodo, raccontando fatti e misfatti e mostrandoci anche il lato fragile e talvolta geniale di colui che interpretò in modo nuovo il “mestiere” di imperatore.

TORINO - VENERDI' 15 ottobre


Il Circolo dei Lettori - via Bogino 9

ore 10.00

Il “feroce” Saladino
Lezione di José Enrique Ruiz-Domènec
Era il 1934 quando scoppiò in Italia un fenomeno che non aveva precedenti: la grande caccia alla figurina del rarissimo Feroce Saladino, concorso a premio sponsorizzato dalla Buitoni-Perugina. Sala¯h-al-Dı¯n fu un condottiero e sultano curdo, tra i più grandi strateghi di tutti tempi, la cui immagine fu spesso associata a quella dell’infedele crudele e spietato che si impossessò di Gerusalemme. Il “grande spirito non toccato da Dio”, come lo definì Dante, fu in realtà un magnanimo sovrano che sognava una vita di studi, ma si ritrovò a guidare i maomettani contro i crociati. Chi fu dunque costui? Un esperto studioso spagnolo, specialista del mondo mediterraneo, ci aiuterà a rispondere.

ore 16.00

Cleopatra, l’ultima regina
Lezione di Paolo Moreno
Plutarco scrive di lei: «aveva una voce dolcissima simile ad uno strumento musicale con molteplici corde in qualunque idioma volesse esprimersi». Entrata prepotentemente nella storia per l’ambizione e il fascino che la caratterizzano, fu probabilmente la più famosa di tutti i sovrani dell’Antico Egitto, ultima regina della dinastia tolemaica. Ma chi era Cleopatra, poliglotta e dalla cultura cosmopolita, dotata di una forte personalità e così orgogliosa da suicidarsi pur di non essere umiliata davanti a Roma? Una regina da tanti ricordata con parole di ammirazione per la sua audacia e forza, e da altri bollata quale donna immorale e perfida. Tenteremo di risolvere il suo “mistero” con l’ausilio di un grande archeologo e storico dell’arte.

ore 17.30

Mito e realtà di Napoleone
Ernesto Ferrero conversa con Luigi Mascilli Migliorini
«Forse sarebbe stato meglio per la tranquillità del mondo se io non fossi mai nato». La “leggenda napoleonica”, creata in gran parte dallo stesso Napoleone, sviluppatasi soprattutto dopo il 1830, sopravvisse a lungo, tanto da giungere sino a noi. Una leggenda che vedeva nel condottiero l’incarnazione della Francia migliore, l’eroe che aveva salvato il Paese dagli effetti nefasti dell’anarchismo rivoluzionario, il costruttore di un nuovo ordine europeo, soprattutto il grande modernizzatore. Ma per gli eredi autentici della Rivoluzione del 1789, Napoleone era colui che l’aveva affossata. Lo storico italiano Luigi Salvatorelli, demolì i miti, avendo in mente un altro uomo politico che si credeva un Napoleone, Benito Mussolini, affermando che «Napoleonismo e ducismo sono, piuttosto, stretti dal nesso dell’attivismo irrazionalistico, il vero grande attore della tragedia del Novecento che ritrova così la sua lontana infanzia nei primi passi del secolo che lo ha preceduto». Un duce capriccioso e crudele? Un controrivoluzionario? O un Cesare “progressivo”? Ne discuteranno un letterato e uno storico, appassionati cultori, senza miti né pregiudizi, del Grande Còrso.

ore 21.00

Spartaco, il nemico di Roma

Lezione di Luciano Canfora
Organizzato in collaborazione con Editori Laterza
È il simbolo della volontà dell’oppresso di spezzare le catene. Ma molti scrittori romani hanno negato il ruolo storico e le capacità militari del gladiatore ribelle definendolo schiavo fuggitivo, delinquente, assassino e saccheggiatore, facendolo diventare il simbolo del nemico pubblico, della sovversione dell’ordine costituito e della guerra interna. Basti per tutti, l’attacco di Cicerone al rivale Antonio nelle Filippiche: «O Spartaco! con quale altro nome potrei infatti chiamarti, visto che le tue nefandezze hanno reso sopportabile perfino un Catilina?». Tuttavia, noi amiamo ricordarlo con le parole di Marx che, in una lettera ad Engels del 1861 afferma: «Spartaco fu davvero un grande generale (non un Garibaldi)». Oltre le polemiche, lo storico e filologo classico Luciano Canfora ne delineerà le vicende e la figura attraverso un’attenta analisi delle fonti classiche, con approcci multidisciplinari.

SALUZZO - VENERDI' 15 ottobre


Multisala Italia - piazza Cavour

ore 10.00

Processo al libro: Controstoria dell’Unità d’Italia. Fatti e misfatti del Risorgimento, di Gigi Di Fiore (Rizzoli, 2007).
Realizzato dagli allievi dell’Istituto Giacomo Soleri, Liceo linguistico e sociopedagogico di Saluzzo.
Presiede il Tribunale Paolo Granzotto. Partecipa l’autore nelle vesti di “imputato”.
Il Risorgimento è stato un “buon affare”? Da qualche parte, oggi, si contestano i vantaggi dell’Unità, e anzi qualcuno la vorrebbe addirittura cancellare, con nuove, inedite aggregazioni territoriali. Si sarebbe potuto procedere altrimenti? Il libro controcorrente di un giornalista appassionato di storia, viene “processato” da gruppi di esigenti lettori (gli studenti) che emetteranno la loro sentenza. Guida il procedimento un altro giornalista appassionato di storia.

Antico Palazzo Comunale
- Salita al Castello

ore 18.00

Il sapore della memoria. Nel mondo di Gina Lagorio di Cetta Berardo
Con l’autrice interviene Mario Banchio direttore del Corriere di Saluzzo.
Assaggi golosi di cicolata e bon bon.

SAVIGLIANO - VENERDI' 15 ottobre


Cinema Aurora - via Ghione 10

ore 9.30

Processo al libro: Un paese troppo lungo, di Giorgio Ruffolo (Einaudi, 2009).
Realizzato dagli allievi delle Scuole medie di II grado di Savigliano
Presiede il Tribunale Giorgio Dell’Arti. Partecipa l’autore nelle vesti di “imputato”.
Le questioni dell’attualità politica, specie in relazione all’unità nazionale – dai vari punti di vista – popolano il libro di un grande personaggio della vita pubblica italiana. Esso sarà processato da gruppi di studenti organizzati in Accusa e Difesa.
Un giornalista guiderà il processo.


MONFORTE D'ALBA - VENERDI' 15 ottobre


Auditorium della Fondazione Bottari Lattes
- via Marconi 16

ore 21.00

Mafia e Stato: guerra e resistenza
Giancarlo Caselli parla dei suoi libri: Le due guerre. Perché l’Italia ha sconfitto il terrorismo e non la mafia, Melampo, 2009 e Di sana e robusta Costituzione, Add Editore, 2010
Conduce la serata Ettore Boffano
Organizzato dalla Fondazione Bottari Lattes

SALUZZO - SABATO 16 ottobre


La Castiglia - piazza Castello

ore 10.00

Caterina de' Medici: grande statista o donna crudele?
Conversazione tra Marina Caffiero e Francesca Cantù
Caterina fu una donna di rara intelligenza, volitiva, di grande cultura e di raffinatissimo gusto, oltreché dotata di un carattere forte e di una tenacia encomiabile; sopportò pazientemente le umiliazioni che subì dalla corte francese che la disprezzava per le sue origini. Il suo ruolo nel massacro efferato dei protestanti francesi (la “notte di San Bartolomeo”, 23-24 agosto 1572) tuttavia, contribuisce ancora oggi a farne una figura a dir poco controversa, nonostante ella sia stata a poco a poco rivalutata dagli storici.«Ma vi prego, cosa avrebbe potuto fare una povera donna che la morte del marito aveva lasciato con quattro figli piccoli, mentre due famiglie, la nostra [Borbone] e quella dei Guisa, volevano appropriarsi della corona? Non era forse necessario che ella rappresentasse strane parti per ingannare gli uni e gli altri, proteggendo i suoi figli, che hanno regnato successivamente grazie alla saggezza di una donna tanto accorta? Io mi stupisco che non abbia fatto di peggio» (Enrico IV di Francia). E noi, oggi, come la giudichiamo, al cospetto della Storia? Due specialiste ci guideranno.

Ore 16.00

Barbarossa. All’origine dei miti della Lega Nord
Renato Bordone e Giancarlo Andenna. Conduce Giuseppe Sergi
«L’han giurato li ho visti in Pontida / convenuti dal monte e dal piano». Chissà se l’autore di questi versi ottocenteschi, Giovanni Berchet, avrebbe mai immaginato che quasi due secoli dopo averli composti, il giuramento di Pontida sarebbe divenuto patrimonio mitologico del partito meno unitario dell’odierna Italia. Tre medievisti cercheranno di delineare la figura di un gigante della storia: Federico I, imperatore del Sacro Romano Impero, detto il Barbarossa, descritto ora come un genio, un rivoluzionario, un grande condottiero, ora invece come un trasformista politico, un mediatore spregiudicato, un tiranno implacabile.

ore 18.00

Stalin: una “leggenda nera”?
Domenico Losurdo e Silvio Pons. Conduce Gian Mario Bravo
Pochi leader politici come Iosif Vissarionovič Džugašili, nome di battaglia Stalin, presidente del Consiglio dei Ministri dell’URSS e segretario del Comitato Centrale del PCUS sono stati oggetto di altrettanta attenzione. Dittatore sanguinario e paranoico o grande statista intransigente, capace di ricostruire un Paese arretrato e devastato da decenni di dominio zarista? Eroe della Seconda guerra mondiale e liberatore della classe operaia o violento massacratore di dissidenti, a partire da quelli in seno al suo Partito? La «leggenda nera» dello stalinismo, che ha avuto il suo apice dopo il XX Congresso del PCUS (1956) e il relativo processo di destalinizzazione, ha ripreso vigore negli ultimi anni, con contrapposti tentativi di “riabilitazione”, o quanto meno di comprensione, che hanno diviso intellettuali e politici, anche all’interno degli stessi schieramenti ideali.

ore 21.00

La lunga calza verde
cortometraggio animato di Roberto Gavioli, sceneggiatura di Cesare Zavattini, 1960 (20’). Per gentile concessione della Fondazione Micheletti di Brescia.
a seguire
Spettacolo teatrale
Francesca e l’Eroe. La terza moglie di Garibaldi racconta e si racconta
con Patrizia Camatel, scene di Francesco Fassone, drammaturgia e regia di Luciano Nattino
Produzione Casa degli alfieri
Francesca Armosino, terza moglie di Garibaldi, d’origine astigiana, è stata testimone diretta degli ultimi tormentati anni dell’Eroe, dal 1866 alla morte di lui, avvenuta nel 1882. Così il suo racconto dell’epopea garibaldina è quello di un’umile balia piemontese diventata moglie di uno dei personaggi più importanti del Risorgimento italiano e dell’Ottocento europeo e mondiale.

SAVIGLIANO - SABATO 16 ottobre


Ex Convento di Santa Monica Università di Torino sede di Savigliano - via Garibaldi 6

ore 9.30

Palmiro Togliatti: fu o non fu “il Migliore”?
Lezione di Aldo Agosti
Leader del più importante Partito comunista occidentale dalla Liberazione fino alla morte (1964), è uno dei personaggi più controversi della storia recente. Intelligente statista o «diavolo col piede forcuto» (come lo chiamò Alcide De Gasperi)? Sulla “doppiezza” di Togliatti sono scorsi fiumi di parole. Il suo maggior biografo, Aldo Agosti, ci aiuterà a chiarirne le ragioni.

ore 11.00

I quattro del Risorgimento (Mazzini, Garibaldi, Cavour e Vittorio Emanuele II)
Giuseppe Monsagrati conversa con Jessica Kraatz Magri e Georges Saro
Sono stati eroi o canaglie i protagonisti di quella grandiosa epopea? Eroi per la storiografia e il discorso pubblico degli italiani, ma canaglie per coloro che allora avversavano il moto unitario… E oggi? Nel dibattito odierno? Come possiamo considerare i quattro che hanno “fatto l’Italia”?
a seguire
Proiezione de La lunga calza verde, cortometraggio animato di Roberto Gavioli, sceneggiatura di Cesare Zavattini, 1960 (20’). Per gentile concessione della Fondazione Micheletti di Brescia.

ore 16.00

Martin Lutero, riformatore contestato
Massimo Firpo conversa con Paolo Ricca
Inventore della modernità o diabolico nemico della Chiesa? Sostenitore del primato della coscienza individuale o fautore di un pericoloso soggettivismo? Riformatore o eretico? La sua affermazione della “libertà del cristiano” si è infranta nella repressione dei contadini in rivolta? A queste e ad altre domande cercheranno di rispondere i nostri ospiti.

ore 18.00

La coppia argentina: Evita e Juan Perón
Marco Bellingeri e Valeria Palumbo
Evita Duarte Perón affermava con convinzione «El perónismo será revolucionario o no será nada!». Si è sempre detto che l’ex attrice fosse l’autentico intermediario tra il leader e il popolo: in breve tempo aveva assunto il controllo totale della Confederazione dei lavoratori ed era amatissima. Ma il perónismo sarebbe stato diverso senza la sua presenza? Fino a che punto Juan Domingo Perón subì l’influenza di Eva? Uno storico e una giornalista converseranno sull’appassionante vicenda della discussa coppia argentina.

Confraternita della Misericordia - Crosà Neira - piazza Misericordia

ore 21.00

Perché non possiamo non dirci garibaldini
Lezione di Angelo d’Orsi
Le contestazioni mosse a Garibaldi, ora fondate ora sgangherate, sono note, e ricorrenti; eppure con tutte le ingenuità politiche, i limiti intellettuali, e gli errori militari, Garibaldi è stato un mito fondativo, che ha davvero attraversato gli spazi e il tempo, dall’Italia divisa all’Italia unita, dall’Europa all’America, e che ancora oggi resiste. Il direttore del Festival ci propone un percorso, tra storia e politica, passato e presente, tra Garibaldi e “garibaldinismo”.
a seguire
Garibaldi. Poema autobiografico
con David Riondino
Il generale Garibaldi, ferito all’Aspromonte, come si sa anche grazie a una nota canzone, ebbe una lunga convalescenza. Quello che si sa molto meno è che usò la sua immobilità per scrivere un poema autobiografico, che racconta le proprie gesta, dalle guerre d’America a quelle d’Europa, in endecasillabi sciolti.

SALUZZO - DOMENICA 17 ottobre


La Castiglia - piazza Castello

ore 10.00

Dolcino e Margherita, eretici rivoluzionari
Lezione di Marina Benedetti

La figura e il ruolo di frate Dolcino da Novara occupano una posizione di certo rilievo nella storia religiosa italiana e nella storiografia ereticale e inquisitoriale. Dolcino - l’eretico medievale più famoso - ebbe vasta risonanza a partire dal potente – e coevo – megafono letterario di Dante Alighieri che alimentò la “fortuna” dell’eretico: una “fortuna” in partenza situata su un piano letterario più che storico, e su piano nazionale a discapito di quello locale legato ai luoghi in cui ebbe luogo la crociata che, nel 1307, portò alla cattura di Dolcino e Margherita e di molti altri Apostoli, ai processi inquisitoriali e alla loro morte sul rogo. Il ruolo eroico e carismatico di Dolcino si arricchisce della presenza di Margherita (detta “la bella”). Insieme formano una coppia ereticale di grande fascino attrattivo che la carenza di documenti fa diventare protagonista di una sorta di gioco di ruolo in cui cambiano identità al mutare della tradizione storiografica: da predicatori itineranti del Vangelo in attesa dei “tempi nuovi” e perseguitati dalla Chiesa a precursori dei moti di rivolta contadina contro l’oppressione e per il riscatto sociale. Il mito, anzi i miti di Dolcino, del passato e del presente, si sono consolidati fino a aggrovigliarsi in un nodo problematico in cui il piano storico-letterario-folklorico si sovrappongono.

ore 11.00

Cavour, mon amour
con David Riondino
Si racconta la storia privata e, per certi versi addirittura segreta, di un personaggio che è nella memoria di ognuno di noi. David Riondino, che ama le provocazioni, gli interrogativi che suscitano dubbi e ripensamenti, racconta una delle intelligenze più lucide e analitiche dell’Europa ottocentesca. Un personaggio tanto integerrimo fuori quanto caotico nel proprio privato, molto incline al disordine sentimentale.

ore 16.15

Il pellegrino: un eroe senza tempo
Relatore Nilo Marocchino, autore del volume Il mio cammino. Dalla Camargue a Santiago di Compostela, prefazione di Marco Piccat, Fusta Editore (Saluzzo)

ore 17.15

Guardie e ladri
Giulio Ambroggio presenta il libro di Massimo Lunardelli, Guardie e ladri. L’unità d’Italia e la lotta al brigantaggio, 2010, Blu edizioni (Torino). Interverrà l’autore

ore 18.30

Alla corte di Mozart
Musiche da camera tratte dai più celebri quartetti alternate alla lettura di lettere di Wolfgang Amadeus Mozart.
Serena Aimo (flauto), Alessandro Chiapello (violino), Simona Perotti (viole), Luca Panicciari (violoncello), Mario Riberi (narratore).
A cura dell’Associazione culturale Primiera Cinema Teatro

SAVIGLIANO - DOMENICA 17 ottobre


Ex Convento di Santa Monica Università di Torino sede di Savigliano - via Garibaldi 6

ore 10.00

Attila, “flagello di Dio”?
Sergio Roda conversa con Maria Cristina La Rocca
Flagellum Dei recitano le fonti. Portatore di morte e distruzione, la sua figura fu però spesso legata, con una sottile forma di ammirazione (anche dai suoi nemici), a quella del vincitore indiscusso, che aveva piegato un grande impero, sebbene ormai prossimo al collasso. Sinonimo di distruttore, per gli uni; eroe nazionale, per gli altri. Affronteremo il tema delle “invasioni barbariche” e della creazione di nuove nazioni, attraverso l’analisi di questo personaggio così controverso: predone, assassino, distruttore o impavido condottiero?

ore 11.30

Il tredicesimo è Giuda
Rosa Maria Parrinello e Marco Rizzi. Conduce Matteo Grosso
Dipinti, opere letterarie e trattati teologici hanno proposto infinite volte il dilemma: chi era Giuda Iscariota e quale fu il vero motivo della sua delazione? Ma se invece di tradire avesse solo obbedito al desiderio del suo Maestro? A tal proposito la scoperta del Vangelo di Giuda nel deserto egiziano verso la fine degli anni ’70, costituisce un evento storico senza precedenti. Tra gli interpreti c’è chi ha visto la figura del traditore trasformarsi in quella dell’amico prediletto, il tredicesimo, che traghetta il Gesù terreno verso la sua dimora celeste, cercando, nell’atto del suicidio, di ripristinare la propria fedeltà nei confronti di Cristo. In ogni caso se Giuda sia stato davvero un “traditore” è dibattito tuttora accanito: basti pensare che in tempi recenti si sono scontrate due testate giornalistiche importanti quali «National Geographic» e «The New York Times», che sostenevano, sulla base di due diverse traduzioni del Vangelo di Giuda, tesi contrapposte. Riproponiamo il dibattito in termini scientifici, per avvicinarci alla verità.

MONFORTE D'ALBA - DOMENICA 17 ottobre


Auditorium della Fondazione Bottari Lattes - via Marconi 16

ore 15.30

Ariberto d’Intimiano e l’eresia dei Catari: una strage degli innocenti
Marta Mangini conversa con Pilar Jiménez-Sanchez
Organizzato in collaborazione con Fondazione Bottari Lattes
Nel cuore delle Langhe, nella splendida Monforte d’Alba, due specialisti illustreranno l’eresia dei Catari, e gli avvenimenti che nel 1028, nella città stessa, videro l’arcivescovo Ariberto d’Intimiano espugnare il castello, i cui feudatari avevano abbracciato l’ideologia catara. La figura dell’alto prelato, però non è legata solo a questa strage di innocenti; l’arcivescovo infatti partecipò attivamente alle vicende politiche del Regnum Italiae e dell’Impero, e legò il suo nome ad alcune opere d’arte di così gran valore, da qualificarsi come uno dei grandi mecenati dell’epoca ottoniana.

ore 17.00

Mafia: veri e falsi eroi
Alessandra Dino, Roberto Scarpinato. Testimonianza di Nicola Clemenza, creatore del Consorzio di Tutela Valli Belicine. Conduce Ettore Boffano
Proiezione di immagini realizzate dalla fotografa Eloisa d’Orsi
Organizzato in collaborazione con Fondazione Bottari Lattes
La sociologa Alessandra Dino e il magistrato Roberto Scarpinato, del pool antimafia di Palermo, ci introdurranno nel mondo della mafia e dell’azione giudiziaria ma anche culturale, sociale, economica per contrastarla. Verranno analizzate le figure degli “eroi” mafiosi; e quelle dei magistrati, eroi autentici che hanno pagato con la vita, ma forse altrettanto eroici nel loro lavoro quotidiano alle prese con scarsità di mezzi, e con una scandalosa campagna di delegittimazione. L’incontro è arricchito dalla testimonianza di Nicola Clemenza, protagonista della nuova lotta alla mafia, “eroe sconosciuto” di una quotidianità che cerca di aiutare la Sicilia a liberarsi dal cancro mafioso. Conduce un giornalista di «la Repubblica».


SALUZZO


Da lunedì 11 a venerdì 15 ottobre tutte le mattine
Laboratori didattici riservati alle scuole

Castiglia
Visite guidate a pagamento  dal titolo Vicende di eroi e canaglie: la Castiglia da residenza marchionale a carcere
Personaggi, fatti, storie nell’Archivio comunale. Laboratorio di consultazione di un Archivio, a cura dell’Archivio Storico della Città di Saluzzo

Corso Italia
Evento creativo nell’ambito del progetto Italiae - 150 eventi per ri-disegnare l’Italia

Presso le scuole richiedenti

Laboratori di ricerca a cura dell’Istituto storico della Resistenza e della Società contemporanea in provincia di Cuneo (Michele Calandri, Pierluigi Garelli, Paolo Giaccone, Marco Ruzzi)
L’uso del giornale nello studio della storia contemporanea
Guida alla formazione di una bibliografia sulla Resistenza in provincia
L’uso del computer nello studio della storia contemporanea